Gli offerenti che hanno perso una gara pubblica in Romania o che ritengono che i documenti di gara li svantaggino dispongono di un rimedio rapido, disciplinato dalla Legge n. 101/2016 sui rimedi e sulle vie di ricorso in materia di aggiudicazione dei contratti di appalto pubblico, dei contratti settoriali e dei contratti di concessione di lavori e di concessione di servizi, nonché sull'organizzazione e sul funzionamento del Consiglio Nazionale per la Risoluzione dei Ricorsi («Legge n. 101/2016»). I termini sono brevi e si calcolano in giorni di calendario, senza computare il giorno nel corso del quale è stato comunicato l'atto che si intende impugnare. Inoltre, se l'ultimo giorno di un termine è un giorno non lavorativo, il termine scade il primo giorno lavorativo successivo.
Il regime è cambiato più volte dopo il 2016 e il ricorrente versa una cauzione il cui massimale è aumentato nel 2021, in determinati casi. Illustriamo le regole applicabili al 2 novembre 2026, anche per gli offerenti stranieri.
1. Chi può proporre ricorso
Ai sensi dell'art. 2, comma 1, della Legge n. 101/2016, chiunque si ritenga leso in un diritto o in un interesse legittimo da un atto della stazione appaltante può chiedere l'annullamento dell'atto, la condanna dell'amministrazione all'emanazione di un atto o all'adozione di misure correttive, oppure il riconoscimento del diritto vantato.
L'art. 3, comma 1, lett. f), della Legge n. 101/2016 definisce il soggetto leso come l'operatore economico che soddisfa cumulativamente due condizioni: (i) ha un interesse connesso alla procedura di aggiudicazione e (ii) ha subito, subisce o rischia di subire un pregiudizio. Può essere impugnato qualsiasi atto o operazione che produca effetti giuridici, compreso il rifiuto di emanare un atto (ad esempio: i documenti di gara, le risposte ai chiarimenti, la relazione della procedura o la decisione di annullamento) o di compiere un'operazione.
Gli offerenti stranieri hanno gli stessi diritti. In pratica, il ricorrente con sede all'estero deve indicare un domicilio eletto in Romania per la comunicazione degli atti processuali.
2. Il termine per ricorrere: 10 o 7 giorni
Ai sensi dell'art. 8, comma 1, della Legge n. 101/2016, il termine è di:
- 10 giorni, se il valore stimato del contratto è pari o superiore alle soglie a partire dalle quali la procedura è pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea;
- 7 giorni, se il valore stimato è inferiore a tali soglie.
Il termine decorre dal giorno successivo a quello in cui si è venuti a conoscenza dell'atto ritenuto illegittimo. Per i documenti di gara, la data di conoscenza coincide con la data della loro pubblicazione nel SEAP, il sistema elettronico romeno degli appalti pubblici [art. 8, comma 2, della Legge n. 101/2016]. Se l'ultimo giorno del termine è non lavorativo, il termine è prorogato fino al primo giorno lavorativo successivo.
Il ricorso e i documenti che lo accompagnano devono essere comunicati, entro il termine di legge, sia al CNSC sia alla stazione appaltante (art. 16 della Legge n. 101/2016).
Le soglie applicabili dal 1° gennaio 2026
Le soglie, espresse in lei (RON) IVA esclusa, determinano sia il termine di 10 o 7 giorni sia il massimale della cauzione. Per le procedure avviate dal 1° gennaio 2026, le soglie sono:
- lavori: 26.960.556 lei (Legge n. 98/2016 sugli appalti pubblici e Legge n. 99/2016 sugli appalti settoriali);
- forniture e servizi, stazioni appaltanti centrali: 698.460 lei;
- forniture e servizi, altre stazioni appaltanti (comprese quelle regionali e locali): 1.077.624 lei;
- forniture e servizi negli appalti settoriali: 2.155.248 lei.
3. CNSC o autorità giudiziaria
L'art. 4, comma 1, della Legge n. 101/2016 consente al soggetto leso di scegliere tra (i) la via amministrativo-giurisdizionale, dinanzi al CNSC, e (ii) la via giudiziaria, dinanzi al giudice. Se lo stesso soggetto impugna il medesimo atto dinanzi a entrambi gli organi, si presume che abbia rinunciato alla via amministrativo-giurisdizionale [art. 4, comma 6, della Legge n. 101/2016].
La procedura dinanzi al CNSC non è soggetta a imposte [art. 11, comma 3, della Legge n. 101/2016]. In sede giudiziaria, il ricorso è deciso dal Tribunale entro 45 giorni, con applicazione corrispondente dei termini per ricorrere, e l'imposta di bollo è pari al 2% del valore stimato del contratto (art. 522 della Legge n. 101/2016). Maggiori informazioni sulla strategia processuale sono disponibili nella nostra pagina dedicata a contenzioso e arbitrato.
4. La cauzione: importo, forma e restituzione
Che fine ha fatto la garanzia di buona condotta
La garanzia di buona condotta (garanția de bună conduită) esisteva sotto l'O.U.G. n. 34/2006 (ordinanza d'urgenza del Governo) e veniva costituita presso la stazione appaltante. La Legge n. 101/2016 ha abbandonato tale meccanismo e l'O.U.G. n. 45/2018 ha introdotto l'art. 611, che impone una cauzione per la decisione del ricorso. Con la decisione n. 865/2019, la Corte costituzionale ha dichiarato che l'art. 611 è conforme alla Costituzione.
L'importo
La cauzione è pari al 2% del valore stimato del contratto, ma non superiore a:
- 35.000 lei, sotto soglia, qualora il ricorso sia presentato prima del termine ultimo per la presentazione delle offerte;
- 88.000 lei, sotto soglia, dopo tale termine;
- 220.000 lei, pari o sopra soglia, prima del termine ultimo per la presentazione delle offerte;
- 2.000.000 lei, pari o sopra soglia, dopo tale termine.
La cauzione deve essere costituita entro 5 giorni al massimo dalla presentazione del ricorso al CNSC, a pena di rigetto del ricorso. Le stazioni appaltanti sono esonerate dal versamento della cauzione. Quanto alle modalità di costituzione della cauzione, la regola è il versamento di una somma di denaro, in contanti o mediante bonifico bancario (la modalità più diffusa nella prassi). Secondo la decisione della Corte costituzionale n. 376/2023, altri strumenti finanziari possono essere utilizzati solo nei limiti di legge e con il consenso della stazione appaltante.
Restituzione e trattenimento
La cauzione è restituita su richiesta, dopo che la decisione è divenuta definitiva, ma non prima di 30 giorni da tale momento. La cauzione resta indisponibile se, in tale intervallo, la stazione appaltante chiede in giudizio il risarcimento dei danni. A partire dal 2022, l'O.U.G. n. 26/2022 per la modifica e l'integrazione di alcuni atti normativi in materia di investimenti pubblici ha introdotto l'obbligo per la stazione appaltante che risulti definitivamente vittoriosa nel ricorso di attivarsi per il trattenimento della cauzione, esclusivamente nei limiti del pregiudizio causato dal ritardo della procedura di aggiudicazione (se del caso). Pertanto, il semplice rigetto del ricorso non comporta automaticamente il trattenimento della cauzione, essendo necessario dimostrare l'esistenza e l'entità del pregiudizio, nonché il nesso di causalità.
Ha ricevuto l'esito della procedura e il termine per ricorrere ha iniziato a decorrere? Analizziamo la relazione della procedura e Le diciamo in breve tempo se e come è opportuno presentare ricorso.
5. La procedura dinanzi al CNSC e gli effetti sul contratto
Il CNSC decide il ricorso nel merito entro 20 giorni dalla data di ricevimento del fascicolo dell'appalto pubblico; in casi debitamente giustificati, il termine può essere prorogato di 10 giorni [art. 24, comma 2, della Legge n. 101/2016]. La stazione appaltante può adottare misure correttive entro 3 giorni al massimo dal ricevimento del ricorso [art. 9, comma 1, della Legge n. 101/2016].
La presentazione del ricorso non sospende automaticamente la procedura di aggiudicazione. Il CNSC può disporre, su istanza, la sospensione della procedura o di un atto dell'amministrazione, in casi ben giustificati e per prevenire un danno imminente, entro 3 giorni dal ricevimento dell'istanza di sospensione [art. 22 della Legge n. 101/2016]. Il contratto di appalto pubblico può essere stipulato solo dopo la pronuncia e la comunicazione della decisione del CNSC che conferma l'esito della procedura di aggiudicazione e dopo la scadenza del termine dilatorio (standstill) previsto dall'art. 59, comma 1, della Legge n. 101/2016, ossia: (i) 11 giorni per i contratti il cui valore stimato è pari o superiore alle soglie europee oppure (ii) 8 giorni per quelli di valore inferiore a tali soglie, calcolati a partire dal giorno successivo alla trasmissione della decisione di aggiudicazione agli offerenti interessati. Il contratto può essere stipulato anche se la decisione del CNSC è stata impugnata (plângere) e la causa non è stata decisa in via definitiva; tuttavia, il mancato rispetto delle condizioni previste dall'art. 9, comma 4, della Legge n. 101/2016 comporta la nullità assoluta del contratto, ai sensi dell'art. 9, comma 5, della medesima legge.
6. L'impugnazione (plângere) della decisione del CNSC
La decisione del CNSC può essere impugnata con impugnazione (plângere), per motivi di illegittimità o di infondatezza, entro 10 giorni dalla comunicazione alle parti [art. 29 della Legge n. 101/2016]. È competente la Corte d'appello nella cui circoscrizione ha sede la stazione appaltante, mediante collegi specializzati in appalti pubblici [art. 32, comma 1, della Legge n. 101/2016]. Il giudice decide entro 45 giorni al massimo e la sentenza della Corte è definitiva.
L'impugnazione è comunicata alle altre parti entro lo stesso termine [art. 31, comma 1, della Legge n. 101/2016] ed è esente dall'imposta giudiziaria di bollo [art. 361 della Legge n. 101/2016]. Nell'impugnazione non possono essere proposte prove nuove rispetto a quelle del ricorso.
7. Risarcimento dei danni e controversie relative all'esecuzione del contratto
Le domande di risarcimento dei danni causati nella procedura di aggiudicazione sono decise in primo grado dalla sezione del contenzioso amministrativo e tributario del Tribunale, con procedura d'urgenza, entro 45 giorni [art. 53, comma 1, della Legge n. 101/2016]. Il risarcimento può essere accordato solo dopo l'annullamento dell'atto illegittimo. Il termine per proporre l'azione è di 1 anno dalla nascita del diritto di agire. Le domande sono soggette a un'imposta pari al 2% del valore della domanda, ma non superiore a 100.000.000 lei [art. 56, comma 1, della Legge n. 101/2016].
Le controversie relative all'esecuzione del contratto sono di competenza della medesima sezione del Tribunale [art. 53, comma 11, della Legge n. 101/2016]. Le azioni relative all'esecuzione, all'annullamento o alla nullità del contratto si propongono entro 3 anni, mentre quelle relative alla risoluzione (rezoluțiune o reziliere), al recesso unilaterale o alla cessazione anticipata dei contratti di appalto pubblico entro 30 giorni dalla nascita del diritto [art. 53, commi 8 e 9, della Legge n. 101/2016]. Le sentenze sono appellabili dinanzi alla Corte d'appello entro 10 giorni dalla comunicazione. Le parti possono convenire che tali controversie siano risolte mediante arbitrato (art. 57 della Legge n. 101/2016).
8. Lista di controllo per le prime 48 ore dopo l'esito
- Annoti la data e l'ora in cui ha ricevuto la comunicazione dell'esito e calcoli il termine di 10 o 7 giorni, in funzione del valore stimato e delle soglie del 2026.
- Verifichi se il documento comunicato indica i motivi concreti del rigetto e chieda l'accesso al fascicolo dell'appalto pubblico e alla relazione della procedura.
- Calcoli la cauzione (2% del valore stimato, con il massimale applicabile) e si assicuri la liquidità, che deve essere versata entro 5 giorni al massimo dalla presentazione del ricorso al CNSC.
- Scelga la via: CNSC o autorità giudiziaria. Se ha bisogno che la procedura sia rallentata, valuti di preparare anche l'istanza di sospensione.
- Offerenti stranieri: prepari la procura e il domicilio eletto in Romania.
- Pianifichi la trasmissione del ricorso, nello stesso giorno, al CNSC e alla stazione appaltante, conservando la prova di ricevimento.
Domande frequenti
Il termine per ricorrere sotto le soglie europee è di 10 o di 7 giorni?
Nella formulazione vigente dell'art. 8, comma 1, lett. b), della Legge n. 101/2016, il termine per le procedure di valore inferiore alle soglie è di 7 giorni. Il termine di 10 giorni si applica se il valore stimato raggiunge o supera le soglie europee.
Posso presentare una lettera di garanzia bancaria al posto della cauzione?
La regola è la costituzione della cauzione in contanti oppure mediante bonifico bancario. Altri strumenti possono essere utilizzati solo nei limiti di legge e con il consenso della stazione appaltante.
Perdo la cauzione se il CNSC respinge il ricorso?
Non automaticamente. La stazione appaltante può ottenere il trattenimento della cauzione solo nei limiti del pregiudizio causato dal ritardo della procedura, che deve dimostrare in giudizio.
Adesman & Asociații assiste operatori economici romeni e stranieri nei ricorsi dinanzi al CNSC, nelle impugnazioni dinanzi alle Corti d'appello e nelle controversie relative all'esecuzione dei contratti pubblici. Scopra di più sulla nostra practice di appalti pubblici e partenariati pubblico-privati.
Ha un termine per ricorrere in corso? Ne parli con il nostro team di appalti pubblici prima che scada.
Il presente materiale ha carattere esclusivamente informativo e generale e non costituisce consulenza legale. Il regime applicabile deve essere analizzato in funzione della procedura concreta e della normativa vigente alla data dell'analisi.
